Come migliorare la leadership.

Grazie ai corsi per manager di Umaniversitas, chi ricopre ruoli di un certo rilievo o ha incarichi dirigenziali in un’azienda o in una società può migliorare la propria leadership e, di conseguenza, i risultati ottenuti in ambito lavorativo. Ma quali sono le caratteristiche da cui non si può prescindere da questo punto di vista? Di certo, una prerogativa fondamentale è la visione, da intendersi come la capacità di guardare oltre: osservare in prospettiva, insomma, cercando di andare al di là dei limiti del reale e non facendosi imbrigliare dall’apparenza di ciò che sembra classico e convenzionale.

Nei corsi per manager e leader di Umaniversitas, inoltre, si insegna che la leadership dipende anche dall’ascolto: ogni manager deve impegnarsi per ascoltare sé stesso e le altre persone. Il che significa, per esempio, avere gli strumenti per percepire e identificare in modo chiaro la situazione in cui si trova il suo staff, ma soprattutto il contesto di mercato in cui opera, allo scopo di decodificarne le peculiarità, le necessità e le prerogative, così da agire di conseguenza. Tra le altre doti che non possono mancare, alla ricerca della migliore leadership possibile, c’è la credibilità: credibilità da ogni punto di vista, sia sul piano etico, sia sul piano morale, sia sul piano tecnico.

Una leadership che possa essere definita tale ha bisogno di poggiare su delle fondamenta concrete e solide, e dunque affidabili: in questo senso il manager più bravo è quello che conosce la propria attività fino in fondo e, al tempo stesso, è sempre attento ai cambiamenti. Per questo motivo è tenuto ad aggiornarsi e a stare all’erta, così da captare qualsiasi tipo di variazione, sia interna all’azienda che esterna: variazioni che si verificano in modo certo e inevitabile, con il passare del tempo. La chiarezza e la trasparenza, tanto nelle azioni quanto nei pensieri, sono altri attributi fondamentali.

Accanto all’attendibilità, la leadership presuppone anche la coerenza: è assolutamente vietato dire una cosa ed eseguirne un’altra, in quanto a ogni dichiarazione deve seguire un’azione correlata. D’altro canto, il manager viene considerato dai suoi collaboratori e dai dipendenti un esempio da seguire e un modello da imitare, e di conseguenza non può permettersi passi falsi di alcun tipo. Ciò non toglie che la coerenza implichi fatica, comporti un notevole dispendio di energie e sia rischiosa: ma chi ha un ruolo di responsabilità non può sottrarsi al bisogno di fermezza e di solidità di un team di lavoro.

Infine, un ultimo aspetto che merita di essere preso in considerazione con attenzione è l’apertura, vale a dire la disponibilità ad accogliere e ad accettare le opinioni altrui. Dalla predisposizione all’ascolto non può che derivare un confronto autentico, positivo proprio perché schietto. Non solo quando ci si trova in azienda, ma anche al di fuori dell’orario di lavoro, il miglior manager è quello che motiva e stimola, incentiva e fa crescere, osserva e valuta, assecondando le necessità del gruppo.

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